Filiere vitivinicola e ortofrutticola, quattro milioni di finanziamento ai progetti della Comunità Montana
A beneficiarne sono in tutto nove aziende del comparto agroalimentare, mentre numerosi risultano i soggetti coinvolti (aziende, consorzi, Università degli studi di Perugia e società specializzate nel campo della certificazione di qualità) nelle attività “orizzontali” di filiera, cioé nella creazione di collegamenti e sinergie tra le diverse fasi della produzione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole e ortofrutticole.
Il primo progetto, denominato “Colli divini”, prevede azioni volte a migliorare ulteriormente le pratiche agronomiche nei vigneti e le attività di trasformazione, le tecnologie e le pratiche enologiche in cantina. Non solo, ma anche interventi per la tipicizzazione dei vitigni e la caratterizzazione qualitativa dei vini. Tutto ciò in funzione non solo della commercializzazione delle produzioni, ma anche della promozione turistica.
Il territorio di riferimento della filiera è infatti rappresentato dalle zone del Trasimeno a maggiore vocazione vitivinicola e caratterizzate da flussi turistici nei quali la componente enogastronomica sta assumendo un'importanza crescente. Interventi particolari riguarderanno la sostenibilità dell’impatto ambientale delle produzioni, con azioni tese a ridurre l’uso di fertilizzanti chimici e fitofarmaci nonché a limitare eventuali fonti di inquinamento.
Per quanto riguarda la seconda iniziativa progettuale, occorre precisare che si tratta del completamento di un progetto già in parte finanziato e attuato sotto la denominazione di “Antico orto del fattore”. In questo caso sono essenzialmente previsti interventi per la razionalizzazione della produzione primaria di alcune imprese associate al Consorzio, la dotazione da parte dello stesso Consorzio di macchinari per la preparazione degli ortaggi, la realizzazione di un sistema di tracciabilità e rintracciabilità, il miglioramento delle tecniche colturali, anche per l'individuazione delle varietà di prodotto più idonee, la redazione di un manuale di produzione e certificazione di prodotto per cece e fava fresca (con variante secca).
In programma anche attività di promozione del marketing, con saggi di degustazione presso catene della grande distribuzione a livello locale ed extraregionale.