Percorso:
Wireless: Inquinamento ambientale, paesaggistico ed elettromagnetico ? No grazie.

Le ultime tecnologie wireless sono la risposta più importante che la scienza ha dato nel campo della difesa contro l’inquinamento ambientale, paesaggistico ed elettromagnetico.
Questa affermazione è particolarmente esatta nei confronti della tecnologia wireless proposta. Un solo palo consente di servire fino a 500 famiglie, consumando solo 50W di elettricità e consentendo di risparmiare decine di chilometri di cavi di rame, centinaia di pali (file e file sparse su tutto il territorio) migliaia di graffe di ferro o di acciaio che bucherellano le facciate delle nostre case e dei nostri palazzi.
Tonnellate di rame risparmiato, tonnellate di plastica, di ferro, di legno e di cemento che non viene piĂą cosparso sul paesaggio.
E l’inquinamento elettromagnetico?
Forse c’è una eccessiva sensibilità a questo tema. Ma la prudenza non è mai troppa e mai come oggi è difficile emettere verdetti. Dire semplicemente “non inquina” non è sufficiente. Proviamo allora a capire “quanto” inquina questa tecnologia e quali sono i motivi di un così basso impatto ambientale.
Facciamo un paragone. L’antenna di un utente (o un ripetitore Hiperlan) ha una potenza massima di 1W a 5GHz. Il ripetitore spesso è molto distante mentre l’antenna dell’utente è a diversi metri di distanza (spesso sul tetto o su un terrazzo, comunque con un muro in mezzo); un telefonino ha una potenza massima in classe 4 pari a 2 W a 900 Mhz e viene quasi sempre tenuto a pochi millimetri di distanza dal nostro corpo.
Ad una prima semplice analisi si può dire che avere un’antenna hiperlan sul tetto di casa equivale ad avere mezzo cellulare sul proprio tetto. Ad essere ancora più precisi, possiamo dire che avere un’antenna hiperlan sul tetto equivale ad avere “un decimillesimo” di cellulare in tasca e lo stesso paragone si applica al ripetitore.
L’Hiperlan è una tecnologia a bassissima potenza. Le forti limitazioni imposte dalla legge di liberalizzazione delle telecomunicazioni, sono state tradotte dall’industria in apparati che consumano pochissimo, emettono pochissimo e hanno una elevata resa in termini di trasferimento dati. E’ la “bellezza” di questa tecnologia: un forte limite trasformato in un punto di forza. Tutto ciò è reso possibile da sofisticati computer integrati nelle antenne che eseguono complesse elaborazioni dei segnali: la potenza del segnale è stata sostituita dall’intelligenza.
Certo, le antenne non possono essere installate dentro le abitazioni ma devono essere a vista con il ripetitore. Una tecnologia di trasmissione che funzioni anche al coperto è molto comoda ma questa comodità oggi purtroppo si ottiene ancora utilizzando un segnale a frequenze più basse molto penetrativo (e le frequenze utilizzate da Hiperlan non lo sono) e/o molto potente.
Ad ulteriore garanzia dei cittadini, l'ente ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) coordina campagne di misura di elettrosmog a campione in diverse località italiane o su richiesta delle autorità locali o della popolazione. Lo stesso ente ARPA è responsabile di fornire parere favorevole all'installazione di tali impianti radio, in accordo agli standard di campo elettromagnetico previsti dalla legge.
